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sabato 21 febbraio 2015
mercoledì 11 febbraio 2015
mercoledì 9 aprile 2014
Davide Giove nuovo Presidente Regionale ARCI Puglia
Da ieri sera il nostro Davide Giove è il nuovo Presidente Regionale dell'Arci Puglia.
I nostri migliori auguri
sabato 22 marzo 2014
Si conclude il Congresso dell’Arci con la nomina a termine di un comitato di reggenti
Si sono conclusi oggi i lavori del XVI Congresso nazionale dell’Arci. La partecipazione è stata molto alta: hanno seguito i lavori 579 delegati/e su 592, pari al 98%.
Quattro giornate di intensi lavori, caratterizzati dalla presenza di molti ospiti esterni, in rappresentanza delle istituzioni, dei partiti, delle associazioni e delle organizzazioni sindacali.
Gli interventi dei delegati e delle delegate sono stati più di cento, rappresentanti di circoli, di comitati territoriali e regionali provenienti da tutte le parti di Italia. Per quattro giorni si è discusso di come rendere il sistema associativo Arci adeguato al grave momento che attraversano l’Italia e l’Europa, delle innovazioni necessarie per attrezzarci a svolgere il nostro ruolo in modo sempre più efficace in un’ epoca segnata dalla più grave e lunga crisi del dopoguerra.
Tanti gli spunti e le proposte emerse, tante le esperienze raccontate. La platea congressuale ha ritenuto opportuno non procedere subito alla elezione dei nuovi organismi dirigenti e del presidente.
Si è scelto di riconvocare l’assemblea entro il 30 giugno per adempiere a questi obblighi, mentre l’associazione sarà retta sino ad allora da un comitato di reggenti composto dal presidente nazionale uscente Paolo Beni e dai presidenti dei comitati regionali.
Sono stati approvati , nella terza giornata del congresso Arci, 60 ordini del giorno, che ne caratterizzano il profilo politico e associativo.
venerdì 28 febbraio 2014
martedì 25 febbraio 2014
Il nuovo governo sopprime il ministero dell’Integrazione. Un passo indietro grave e inatteso
La cancellazione del Ministero dell’Integrazione è una brutta notizia per la nostra democrazia. Siamo infatti un paese in cui vivono circa 5 milioni di persone di origine straniera e in cui non si è riusciti a far approvare dal Parlamento quella riforma della legge sulla cittadinanza per la quale la Campagna L’Italia sono anch’io, di cui è stato portavoce l’attuale sottosegretario alla presidenza Graziano Del Rio, ha raccolto più di duecentomila firme.
Quelli dell’immigrazione, dell’integrazione e dell’accoglienza sono temi che hanno una grande valenza dal punto di vista culturale e politico, perché è su di essi che si definisce l’identità di un paese e della stessa Europa.
Negli ultimi due governi, prima di questo, l’istituzione di un ministero ad hoc aveva quantomeno fatto sperare che a questi temi venisse data l’attenzione che meritano, anche se l’esperienza , in particolare della ministra Kyenge, ha dovuto scontare una carenza di strumenti e risorse che ne hanno fortemente indebolito l’efficacia. La risposta avrebbe dovuto essere, però, non la soppressione del ministero ma un suo rafforzamento.
Allo stato delle cose, se non si porrà rimedio a questa situazione, i poteri in materia saranno concentrati nelle mani del ministro dell’Interno, che verrebbe ad assumere un ruolo centrale su una questione che invece è ricca di implicazioni che vanno ben al di là della gestione dell’ordine pubblico.
Già si vedono i contraccolpi di una simile scelta. Dell’introduzione dello ius soli, per esempio, non se ne parla tra le priorità programmatiche del nuovo governo.
Un passo indietro su questo argomento sarebbe davvero un colpo durissimo per tutti quei bambini e ragazzi di origine straniera, nati in Italia o che vi vivono stabilmente da anni, e che si aspettano di vedersi riconosciuto questo diritto fondamentale.
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