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domenica 20 settembre 2009

APERTA-MENTE

Contro il razzismo e per il riconoscimento dei diritti dei migranti

3 e 4 ottobre
Via Duomo - Città Vecchia
Taranto




C'è un altro aspetto, ancor più grave, del razzismo istituzionale espresso da queste norme e dalla campagna sulla sicurezza a loro sostegno: il veleno razzista da esse iniettato nel senso comune. Queste norme e questa campagna non si limitano a riflettere il razzismo diffuso nella società, ma sono esse stesse norme razziste che quel razzismo valgono ad assecondare e a fomentare, stigmatizzando come pericolosi e potenziali delinquenti non già singoli individui sulla base dei reati commessi, ma intere categorie di persone sulla base della loro identità etnica. Questo razzismo istituzionale rischia di minare alle radici la nostra democrazia.



PROGRAMMA "APERTA-MENTE"


SABATO 3 OTTOBRE 2009


Ore 18:00 Palazzo Galeota - "Contro il razzismo e per il riconoscimento dei diritti dei migranti" incontro dibattito con il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, Filippo Miraglia dell'Arci Nazionale e Gianfranco Schiavone dell'Asgi Nazionale.
Ore 19:30 atrio di Palazzo Galeota - concerto del trio T(R)ERRE (Rocco Nigro, fisarmonica - Redi Hasa, violoncello - Roberto Chiga, percussioni) che con la loro musica faranno incontrare ritmi di tante terre. La loro performance sarà arricchita dal cantastorie Fatmir Pireci (Kossovo) che, accompagnandosi con strumenti musicali tipici del suo paese, proporrà brani rapsodiaci tradizionali e suoi componimenti originali.


DOMENICA 4 OTTOBRE


Ore 17:00 - Piazzetta S. Francesco Laboratorio di animazione “Il cerchio nel circo” a cura del CREST di Taranto
Ore 18:00 Chiostro di S. Chiara: conversazione sul tema “la scrittura migrante” con la scrittrice Ingy Mubiayi a cura dell’Associazione “Il Granaio”.
Ore 19:00 nel portone al numero civico 148 di Via Duomo proiezione dei corti: “MARE NOSTRO” - “ VOCI DI DONNE NATIVE E MIGRANTI” – “GEMELLI! (VENGO DALLA LUNA)”
Vincitori del: Riace in Festival, rassegna internazionale del Cinema, Temi delle migrazioni e delle multiculturalità, 22/23 maggio 2009

Ore 20:00 nel portone al numero civico 148 di via Duomo proiezione dei film "Baba Mandela" e "Speak Africa!" a cura di Legambiente
Ore 20:30 cortile asilo nido "del vasto"- spettacolo “Giufà e il mare - da Calvino ai racconti popolari arabi” - di Antonello Antonante - con Maurizio Stammati, Salvatore Vercellino - musiche Ambrogio Sparagna - scene pupazzi ed ombre Dora Ricca - regia Antonello Antonante. *per prenotazioni contattare il CREST di Taranto al n. 0994725780
Ore 21:30 in piazza S. Costantino esibizione del gruppo senegalese Jembe ritmo
Nel portone al numero civico 204 di Via Duomo esposizione di pannelli sull’Africa dei migranti a cura dell’Associazione Tolbà di Matera;
In Piazza Duomo i "migranti" proporranno degustazioni dei loro piatti tipici.

domenica 29 marzo 2009

Manifesto per una campagna nazionale contro il razzismo, l'indifferenza e la paura dell'altro

In occasione della campagna contro il razzismo "Non aver paura, apriti agli altri, apri ai diritti", l'Arci invita i cittadini e le cittadine a firmare il Manifesto della campagna (sul sito www.nonaverpaura.org) e farsi parte attiva nella promozione dei suoi contenuti.
Di seguito, il testo del manifesto e l'elenco delle 27 organizzazioni promotrici.

Più di quattro milioni di persone di origine straniera vivono oggi in Italia. Si tratta in gran parte di lavoratrici e lavoratori che contribuiscono al benessere di questo Paese e che lentamente e faticosamente, sono entrati a far parte della nostra comunità.
Persone spesso vittime di pregiudizi e usate come capri espiatori specialmente quando aumentano l'insicurezza economica e il disagio sociale.
Chi alimenta il razzismo e la xenofobia attraverso la diffusione di informazioni fuorvianti e campagne di criminalizzazione fa prima di tutto un danno al Paese. L'aumento degli episodi di intolleranza e violenza razzista a cui assistiamo sono sintomi preoccupanti di un corto circuito che rischia di degenerare e che ci allontana dai riferimenti cardine della nostra civiltà.
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella Costituzione italiana e nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, senza distinzione alcuna di nazionalità, colore della pelle, sesso, lingua, religione, opinione politica, origine, condizioni economiche e sociali, nascita o altro.
Sono questi i principi fondamentali che accomunano ogni essere umano e costituiscono la base di ogni moderna democrazia.
Una società che si chiude sempre di più in se stessa, che cede alla paura degli stranieri e delle differenze, è una società meno libera, meno democratica e senza futuro.
Non si possono difendere i nostri diritti senza affermare i diritti di ogni individuo, a cominciare da chi è debole e spesso straniero. Il benessere e la dignità di ognuno di noi sono strettamente legati a quelli di chi ci vive accanto, chiunque esso sia.
La campagna è promossa da: Acli, Alto Commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati, Amnesty International, Antigone, Arci, Asgi, Cantieri Sociali, Caritas italiana, Centro Astalli, Cgil, Cir, Cisl, Cnca, Comunità di Sant'Egidio, Csvnet, Emmaus italia, Federazione Chiese evangeliche in Italia, Federazione Rom e Sinti, FioPsd, Gruppo Abele, Libera, Rete G2 - Seconde generazioni, Save the Children, Sei - Ugl, Tavola della pace, Terra del Fuoco, Uil.

sabato 21 febbraio 2009

20.02.2009 - Il governo approva le norme “antistupri”



Con l'ennesimo decreto legge il governo modifica in senso repressivo il codice penale, quello di procedura penale e l'ordinamento penitenziario. Introduce il reato di "atti persecutori", dopo quello di immigrazione clandestina introdotto col Ddl sulla sicurezza, allunga i tempi della detenzione preventiva, porta a sei mesi il periodo di trattenimento nei CIE (Centri di identificazione ed espulsione), dà il via libera ai sindaci per l'adozione di ronde di volontari ‘per la sicurezza'.
La violenza contro le donne viene dunque affrontata esclusivamente come problema di ordine pubblico, nonostante il movimento delle donne da anni affermi che si tratta innanzitutto di un problema culturale, legato alla percezione che gli uomini hanno del corpo delle donne e della sessualità. Il che spiega perché l'assoluta maggioranza di violenze si consumi entro le mura domestiche.
L'unica forma di prevenzione che il decreto prevede è invece l'allungamento della reclusione nei CIE e le ronde (ovviamente fatte da uomini, meglio se ex poliziotti), avvalorando la tesi che i migranti irregolari o in attesa di identificazione siano tutti potenziali stupratori e che siano volontari di sesso maschile, cioè gli autori delle violenze, i più adatti a prevenirle.
Altrettanto grave è l'evidente strumentalità di questo provvedimento, urgente perché a Maroni serviva risolvere subito il problema di adattare la nostra legislazione al contenuto dell'accordo siglato con la Tunisia che prevede i rimpatrii in sei mesi. Per questo gli occorreva un decreto ad hoc che allungasse i tempi dei trattenimenti nei CIE, visto che l'analoga norma contenuta nel Ddl 733 è stata bocciata dal Senato. Altro che misure antistupro! Dopo il disastro di Lampedusa il ministro spera di rispondere così all'emergenza che lì si è determinata a causa delle sue scelte.
D'altra parte, se la preoccupazione fosse davvero soltanto quella di punire la violenza sessuale, il luogo di reclusione a ciò deputato sarebbe la galera, non il CIE.
Insomma, si procede nella codificazione di un diritto speciale per i migranti spacciandola come risposta a problemi culturali e sociali che meriterebbero di essere affrontati con ben altri strumenti.
Infine, il decreto assegna altri 100 milioni per la sicurezza al Ministero dell'Interno, mentre le risorse per l'integrazione degli stranieri ammontano a zero euro. Questo dato basta più di tante parole a esemplificare la politica sull'immigrazione di questo governo: perseguitare, reprimere, cacciare.

sabato 7 febbraio 2009

L'Arci attiva il numero verde 800 99 99 77

Il Senato approva il Ddl 733 “Ammazza diritti”
L’Arci attiva il numero verde
800 99 99 77

per denunciare soprusi o violenze contro i migranti
e fornire informazioni anche di carattere legale

Dichiarazione di Paolo Beni, presidente nazionale Arci



Il Senato ha approvato il Disegno di legge sulla sicurezza, un vero obbrobrio giuridico, ulteriormente peggiorato dagli emendamenti presentati dalla Lega, che ormai su questa materia detta la linea a tutto il centrodestra.
Vengono ulteriormente limitati i diritti dei migranti, anche di quelli regolari, con un intento che appare persecutorio. Come giustificare altrimenti l’innalzamento del costo del rinnovo del permesso di soggiorno o le limitazioni al diritto alla casa, a costruirsi o a ricongiungersi alla famiglia?

Per non parlare della possibilità di delazione per i medici e i paramedici, autorizzati a denunciare gli irregolari che chiedano cure e solo per questi pazienti esonerati dall’obbligo del rispetto della privacy e del segreto professionale. Una misura contro cui si sono schierati le associazioni e i sindacati dei medici, la Chiesa che ha invitato all’obiezione, e tutte le organizzazioni democratiche.
Con questo Ddl viene sancita la distanza tra i diritti dei migranti e quelli dei cittadini italiani. Si consolida in tal modo un diritto "speciale" per gli stranieri, dal punto di vista amministrativo e penale.Contro i "clandestini" il governo promette, per bocca di Maroni, che sarà molto cattivo, introducendo una nuova categoria giuridica. Non più giudicati secondo giustizia, ma "con cattiveria". E infatti il ministro si è infuriato di fronte alla bocciatura dei 18 mesi di detenzione previsti per chi è rinchiuso nei Centri, senza aver commesso reati e senza aver subito regolare processo. A dimostrazione che ormai la giustizia non è uguale per tutti e che con alcuni si può essere più “cattivi”.Questo imbarbarimento culturale e politico merita una risposta unitaria e forte, in grado di raccogliere lo sdegno diffuso e di proporre una alternativa alta e credibile.

Da parte nostra, abbiamo attivato il numero verde 800999977, Sos Diritti, a cui chiunque può rivolgersi per avere informazioni anche di carattere legale o denunciare soprusi, violenze, atti di razzismo di cui sono vittime i migranti, a cominciare da quelli rinchiusi nei Cpa o nei Cie (ex-Cpt).

Inoltre, in tutti i nostri comitati territoriali è a disposizione il “vademecum dei diritti dei migranti”, una pubblicazione che spiega quali siano i diritti di cui godono e a chi rivolgersi per farli rispettare.