lunedì 5 marzo 2012

9 marzo: l’Arci a sostegno della Fiom, per la dignità del lavoro e la democrazia


Venerdì 9 marzo è in programma lo sciopero generale dei lavoratori metalmeccanici indetto dalla Fiom con una manifestazione nazionale a Roma. La presidenza nazionale ha ritenuto opportuno esprimere con un proprio documento la solidarietà dell’Arci nei confronti dei lavoratori e il sostegno all’iniziativa del sindacato.

Pensiamo che una presa di posizione pubblica della nostra associazione in questo senso sia ancor più necessaria oggi, alla luce della pesante offensiva in atto contro la Fiom e la Cgil tutta sul terreno della rappresentanza sindacale e dell’agibilità democratica nelle aziende.

Una delegazione dell’Arci sarà presente alla manifestazione di Roma (partenza da p.za della Repubblica ore 9,30). Preghiamo chi fosse intenzionato a partecipare di comunicarcelo mettendosi in contatto con Valentina Roversi (roversi@arci.it348/1523222).

il comunicato della presidenza

domenica 26 febbraio 2012

Illegalità di Stato: l’Italia condannata per i respingimenti in Libia


Apprendiamo con grande soddisfazione della sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo, che ha condannato l’Italia per i respingimenti dei migranti verso la Libia attuati il 6 maggio 2009.

La condanna conferma quanto sostenevamo da tempo sull’illegalità delle politiche dei respingimenti in mare. Come dichiara la sentenza, con i respingimenti è stato calpestato il rispetto dei diritti umani delle persone, tra i quali la possibilità, per chi ne aveva diritto, di chiedere all’Italia lo status di rifugiato o di presentare la domanda d’asilo. Una pratica che ha costretto centinaia di profughi in Libia, dove hanno vissuto condizioni drammatiche, violenze e abusi di ogni genere rinchiusi per molti mesi nei centri di detenzione.

L’Italia ha senza dubbio una responsabilità diretta sulle conseguenze dei respingimenti. Il nostro Paese è stato infatti condannato dalla Corte di Strasburgo per trattamenti degradanti e tortura, avendo violato l’articolo 3 della Convenzione sui diritti umani. Un reato, quello di tortura, che il nostro ordinamento è ancora tra i pochi a non contemplare.

Questa sentenza rappresenta anche l’ennesimo giudizio autorevole, a livello internazionale, sulla illegittimità dell’intero impianto delle politiche sull’immigrazione del governo Berlusconi. Ancora una volta risulta evidente l’obiettivo esclusivamente ideologico e persecutorio, in disprezzo della legge italiana e delle convenzioni internazionali, che ha guidato le scelte del Ministro Maroni e dell’ex governo di centro- destra. Tutto ciò deve rappresentare una chiara indicazione per l’attuale governo e per il Parlamento: i provvedimenti ingiusti e discriminatori vanno immediatamente modificati e, nell’ambito della cooperazione tra governi, vanno rivisti al più presto gli accordi in vigore, seguendo le indicazioni della Corte Europea per i Diritti Umani. Questo ha evidentemente un rilievo particolare per gli accordi con il governo di transizione libico.

Si passi dunque rapidamente ai fatti, per rimediare alle ingiustizie perpetrate dal nostro Paese con i comportamenti illegali dettati dall’ideologia razzista del centro-destra e che, per questo, continua a subire sacrosante condanne da organismi internazionali.

giovedì 23 febbraio 2012

"Taglia le ali alle armi". Il 25 febbraio in 100 città italiane


La campagna Taglia le ali alle armi promossa qualche anno fa dalla Tavola della pace, dalla Rete disarmo e da Sbilanciamoci aumenta di intensità in queste settimane per sollecitare e premere su Governo e Parlamento affinché venga annullato il programma di acquisto dei cacciabombardieri F35. Uno solo di questi aerei, dice lo slogan della campagna, vale 183 asili nido per 12.810 bambini.

Il no all'acquisto F35 è divenuto il simbolo di un'Italia che si vuole rispettosa del dettame costituzionale, che ripudia la guerra, che si mostra attenta a orientare la spesa pubblica verso il welfare e il lavoro, a evitare ingiustificati sprechi di risorse pubbliche.

Al tempo della crisi, in cui diminuiscono queste risorse per scuola, lavoro, servizi sociali, in cui cresce la preoccupazione per il presente, e la condizione dei giovani si fa allarmante, in cui è ridotta al lumicino la spesa per la cooperazione internazionale, continuare a voler investire in strumenti di guerra appare veramente inquietante oltreché ingiustificato.

Al tempo della crisi bisognerebbe interrogarsi di più sul futuro, mettere all'ordine del giorno lo studio di interventi incisivi, di riforme strutturali, l'eliminazione degli sprechi e delle subalternità a lobbies economiche.

La vicenda degli F35sollecita anche in questa direzione, nella necessità di ridefinire il nostro modello di difesa, in modo di ridisegnarlo alla luce della nostra Costituzione, dei cambiamenti di scenario internazionale intervenuti, dell'integrazione e cooperazione europea, della forte riduzione dei suoi costi. Le misure proposte dal ministro non vanno purtroppo in questa direzione.

Per questo Arci è impegnata nella giornata di mobilitazione del 25 febbraio, promossa dalla campagna in 100 città italiane, si fa promotore di o.d.g. dei consigli comunali sull'esempio di Firenze, rilancia la raccolta firme (http://www.disarmo.org/nof35/), si impegna con propri materiali e iniziative.

Atene non è sola. La solidarietà dell'Arci al popolo greco


Atene non è sola. Per questo proponiamo a tutti di partecipare a questa semplice iniziativa. L'abbiamo pensata per rispondere al bisogno di tanti e tante di esprimere solidarietà al popolo greco. E per difendere la nostra idea di Europa, fondata sui diritti e sulla democrazia. Abbiamo usato una poesia famosa, che richiama altre lotte per la libertà, convinti che oltre alla denuncia politica sia importante cercare di suscitare il senso di condivisione di un comune destino.

giovedì 12 gennaio 2012

Dal Circolo Arci Paisà


UNO STATO DI COSE

ore 18.00
mostra fotografica a cura di "Rumore Collettivo"

ore 19.00
Proiezione del documentario
"Uno Stato di Cose: ovvero uno Stato di diritto di meno" di Domenico de Ceglia
in presenza dell'autore

'Uno Stato di Cose', un insieme di ‘dati di fatto’ solo in parte
acquisiti nella coscienza collettiva e nello stesso tempo uno ‘Stato
di diritto’ che degrada la ‘Persona’ al rango di ‘Cosa’. Storie di
migranti che si avvicinano pericolosamente alla condizione di molti
cittadini italiani schiacciati dal peso della crisi: la sofferenza è
comune e muta, il silenzio ancora assordante.

A seguire presentazione del libro
"La normale eccezione. Lotte migranti in Italia", ed. Alegre
in presenza di Gianni De Giglio, uno degli autori
La rivolta di Rosarno, la gru di Brescia, lo sciopero del 1 marzo e
quello dei braccianti di Nardò, la battaglia dei profughi della Libia.
I lavoratori migranti in Italia sono tra i più sfruttati ed oppressi,
ma si sono resi protagonisti di alcune delle lotte più significative
degli ultimi anni.

Durante l'iniziativa sarà promossa una raccolta fondi per l'assistenza
legale agli arrestati in seguito alla rivolta del 1 agosto al CARA di
Bari-Palese."

venerdì 6 gennaio 2012

Dall' Arci "Il Ponte" di Ginosa


13 gennaio 2012 ore 22,00
Cine-Teatro "La Pineta"
Marina di Ginosa
SPETTACOLO DI BENEFICENZA
PRO ALLUVIONATI

sabato 24 dicembre 2011

14.12.2011 - Eliminare il razzismo dalla storia


Dichiarazione del presidente nazionale dell’Arci Paolo Beni e del responsabile immigrazione Filippo Miraglia

Quanto successo nei giorni scorsi a Torino e Firenze deve indurre tutti a una riflessione che non può esaurirsi nella pur sacrosanta indignazione.

Quegli episodi parlano di un imbarbarimento profondo delle relazioni umane, di un malessere sociale che ha superato il livello di guardia.

Pesano sicuramente anni di politiche sull’immigrazione, a livello governativo e non solo, basate sulla discriminzione, spesso la persecuzione, delle persone straniere e delle minoranze, legittimate, agli occhi di gran parte dell’opinione pubblica, da un’operazione culturale che ha scavato in profondità, alimentando paure e trasformando le “gli altri” in capro espiatorio di tutti i guasti di una società in difficoltà.

Ma pesano anche vent’anni di berluscoinismo, che lasciano un paese più segnato dalle ingiustizie sociali, più frammentato, meno coeso, più ‘incattivito’ dalla mancanza di un futuro in cui sperare, per sé e per i propri figli. E’ dentro questo quadro di macerie sociali e culturali che vanno letti anche questi ultimi terribili episodi di razzismo.

Serve una vera e propria rivoluzione culturale, sostenuta da scelte concrete, in primo luogo da parte di chi ha responsabilità di governo a tutti i livelli, poi da parte della stampa che in questi anni ha svolto in prevalenza un ruolo negativo e infine anche da parte delle organizzazioni sociali e dei singoli cittadini. Scelte di segno completamente diverso a quelle fatte finora.

Che differenza c’è, nell’immaginario collettivo, tra la notizia di un campo rom raso al suolo da una ruspa inviata da un’amministrazione comunale o distrutto da un incendio doloso? Il messaggio che arriva è lo stesso ed è un messaggio che parla di indesiderabili, “eccedenza umana”. Bisogna fermare gli uni e gli altri. I delinquenti incendiari vanno perseguiti, ma a loro volta gli sgomberi devono cessare, individuando con i diretti interessati soluzioni dignitose alternative ai campi, che invece determinano di fatto da anni una nuova forma di apartheid.

Così come gli assassinii di Firenze non possono essere derubricati a gesto di un folle. Non si è sparato a caso sulla folla, le vittime erano senegalesi e ambulanti. C’entrerà qualcosa la provenienza politica di estrema destra dell’assassino e le ripetute campagne contro gli ambulanti di molte amministrazioni pubbliche, o no?

Allora a tutti, ma proprio a tutti, semplici cittadini, associazioni che lavorano a fianco dei migranti, istituzioni spetta il difficile compito di capire con quali strumenti si contrasta questa nuova ondata razzista.

Da parte nostra, non possiamo che unirci al dolore dei familiari delle vittime, esprimere la nostra vicinanza ai rom di Torino, partecipando a tutte le iniziative di protesta già indette.

Il 17 e 18 saranno anche due giornate di raccolta straordinarie delle firme per le due proposte di legge di iniziativa popolare promosse dalla Campagna l’Italia sono anch’io. Ci saranno centinaia di iniziative, a cui parteciperemo con un segno di lutto al braccio e che dedicheremo alle troppe vittime di razzismo che ancora segnano questo nostro tempo.